Niente.
E' solo un'altra notte in cui avrei voluto un abbraccio. Da te. E l'unica compagna rimasta ha la trasparenza del vetro e il bruciare caldo nella gola. Un'altra notte da mettere via da qualche parte, con le sue domande, le occhiate torve e e il resto.
La mente di quell'essere era simile a quella di Duamutef. Non così difficile da violare, ma mi ha respinto con tanta forza da ferirmi. Tre. Era un Risvegliato. Era un Vampiro. Non è ne l'uno ne l'altro ora. E' Altro. E non è un fatato.
Avrei potuto tentare di ucciderlo, se non fosse stato troppo rischioso per Sabine.
Avrebbe potuto uccidermi. E non mi sarebbe importato.
E' un trascinarsi lungo e stiracchiato tra la notte e il giorno. Di giorni e notti che ho smesso di contare.
Dodici rose. Dodici rose per dodici giorni. Dodici rose per dodici notti. Dodici rose per dodici silenzi.
Fa male come allora. Fa fottutamente male come allora.