Il silenzio fa male.
E non c'è niente che possa lenirlo. Ci vorrebbe un suono, u suono che non arriva. Un suono che non c'è.
Come la voce di Anya. Come la tua.
Come una musica che non riesco più a sentire.
Ed ogni notte la Moldava ha in sè quel suono più accattivante, più vivido, più affascinante.
Ogni notte, camminandole accanto, il suo invito si fa più suadente e quell'impegno di Luca mi torna alla mente. Quel favore che ora potrei fare a molti. Anche a te.
E potrei diventare davvero silenzio come vuoi, perchè tu segua la tua vita come credi, senza doverti più preoccupare di me. Senza doverti preoccupare di potermi incontrare per sbaglio, di vedermi su un manifesto su una copertina. Passerei forse ad un telegiornale per caso, come una notizia da spigolatura. e poi basta.
Magari saresti persino così distratta da non accorgertene.
C'è un posto dove sono io, dove l'artista, il risvegliato, la maschera cadono.
C'è un posto dove mi respiro.
Quel posto è il tuo abbraccio, il tuo profumo, il tuo respiro.
Quel posto l'ho perso e non so nemmeno perchè.
E mi resta solo che andare avanti. E lasciare che la marea, inesorabile, faccia la sua strada e consumi.
La mia anima.
Sai che c'è?
Che non sono capace di mandarti a fanculo come dovrei.
Come farebbe qualsiasi altro uomo, cercandosi un'altra donna da mettere tra le lenzuola.
Cercando nelle lenzuola del mondo, come ho già fatto una volta. Per Anya.
E stavolta non ci riesco.
E a fanculo ci mando solo me stesso.