giovedì 24 settembre 2015

24 settembre 2015

Rimanere vivo, continuare ad esistere, essere felice.
Per tutti. Per Nad, per Olga, per Sam, per Lil. Per Rà.
Rimanere vivo, trascinarmi ancora, continuare ad esistere, lasciarmi consumare ancora, essere felice. Essere felice.
Qualcuno si chiede cosa voglio io?
Io che guardo la Moldava e penso a quanto sia attraente la possibilità di schiantare contro il pelo dell'acqua. Che, Cristo, quando quel proiettile mi ha attraversato sono stato assurdamente felice. Che ho sentito il cuore spalancarsi nel momento in cui stavo lasciando la vita.
Io che dovrei onorarla, esisterla sino alla fine.
Mi guardo intorno e non c'è nessuno.
Mi guardo intorno e mi resta un pugno di mosche. Morte.
Cosa mi resta durante le ore del sole? Chi?
L?abbraccio dei vivi è qualcosa a cui ho perduto l'abitudine. Il tepore di un corpo vivo non so quasi più cosa sia. Tutto ciò che conta sta nel buio.
Resta indietro solamente Rà. E Dei quanto mi fa male.
Quanto mi ricorda Olga, quanto tutto questo mi spaventa infinitamente.
Non posso cadere di nuovo. Non posso fare questo.
Per lei. Per me.
Il mio sangue mi condanna a camminare sotto il sole. Da solo.
E mette tra me e tutti quella distanza data dalla diffidenza.
Guardo Lillian. Guardo Emi. Guardo me.
Siamo destinati allo stesso destino. La solitudine.